Come allestire e quale kayak scegliere per la pesca in acqua salata o dolce

Kayak d Pesca per Acqua Dolce e Acqua Salata

La pesca in kayak è affascinante ed emozionante allo stesso tempo, ma è importante distinguere due ambienti molto diversi tra loro: l’acqua dolce e l’acqua salata. Ognuno di questi ambienti racconta una storia diversa, pone esigenze diverse e richiede attrezzature su misura. Le differenze non riguardano solo il tipo di pesce che andrai a cercare, ma influenzano la scelta del kayak, degli accessori, dei materiali e anche delle tecniche di manutenzione.
In questa guida spiegheremo la differenza tra la pesca in acqua salata e quella dolce, quale kayak è più adatto, come allestirlo e come prendersene cura dopo ogni uscita.

Differenze tra pesca in acqua dolce e in acqua salata

La pesca in acqua dolce si svolge generalmente in ambienti più tranquilli, come laghi, fiumi e canali. Qui il vento soffia più leggero, le onde sono quasi assenti e le condizioni meteo sono, in genere, meno imprevedibili. I fondali sono morbidi, le correnti gestibili, e l’assenza di salsedine riduce notevolmente l’usura dei materiali, rendendo la manutenzione più semplice e meno frequente. Inoltre, le distanze da percorrere in acqua dolce sono spesso più contenute, pertanto è possibile l’utilizzo di kayak da pesca più leggeri e maneggevoli, ideali per essere trasportati facilmente anche da una sola persona.
Al contrario pescare in mare significa affrontare onde, vento, maree, correnti che cambiano all’improvviso. L’ambiente marino è più duro sotto ogni aspetto, per questo serve un kayak da pesca più stabile, robusto ed attrezzato. Inoltre la salsedine è molto corrosiva su ogni componente del kayak, dagli accessori alle viti, questo rende necessaria una manutenzione più rigorosa, con l’uso di materiali e trattamenti specifici.

Caratteristiche dei kayak da pesca per l’acqua salata

La priorità per la pesca in mare è la sicurezza e la stabilità in condizioni di mare mosso e vento forte. Per affrontare questo ambiente serve un kayak con dimensioni superiori ai 3,70 metri, che conferisce maggiore stabilità, tenuta e consente di percorrere distanze maggiori anche in condizioni impegnative.
Lo scafo deve avere una forma affusolata, a “V” o multichiglia, per migliorare la direzionalità e non farti perdere la rotta ad ogni colpo di vento.
I materiali di costruzione devono essere specificamente progettati per resistere alla corrosione della salsedine. Il polietilene ad alta densità trattato UV è la base, ma ciò che fa davvero la differenza sono le componenti metalliche: viti, staffe, bulloni devono essere in acciaio inox o alluminio anodizzato. Anche le guarnizioni devono essere completamente stagne, per evitare infiltrazioni di acqua che potrebbero danneggiare l’interno del kayak.
Un altro aspetto molto importante è lo spazio di stivaggio che deve essere abbondante e ben protetto. È fondamentale che l’attrezzatura resti asciutta, quindi i gavoni stagni devono essere facilmente accessibili ,ma completamente impermeabili. I modelli biposto sono perfetti per dividere carico e compiti, o semplicemente per avere più spazio utile, mentre i kayak con sistema di propulsione a pedali o con motore elettrico, facilitano il ritorno anche in caso di stanchezza o controvento.

Caratteristiche dei kayak da pesca per l’acqua dolce

Nella pesca in acqua dolce la cosa più importante è l’agilità. Un buon kayak da pesca per l’acqua dolce deve essere tra i 2,70 ed i 3,50 metri, queste dimensioni permettono di muoversi facilmente nei tratti stretti e pieni di vegetazione, inoltre garantisce una maggiore facilità di trasporto.
Un altro aspetto molto importante è la leggerezza del kayak, poiché spesso ci si ritrova a doverlo trasportare da soli, magari su sentieri fangosi o sponde poco accessibili.
Lo scafo ideale per la pesca in acqua dolce è piatto con una leggera curvatura, questa struttura dà la stabilità che serve per pescare anche in piedi, senza il rischio di sbilanciarsi.
È fondamentale che il kayak disponga di uno spazio utile e ordinato per il trasporto dell’attrezzatura: portacanne ben distribuiti, scomparti per miniature, spazio per un piccolo ecoscandaglio o per una cassetta porta esche.
I kayak da pesca con sistemi a pedali sono molto apprezzati poiché permettono di percorrere distanze maggiori senza disturbare i pesci, mentre i kayak con motore elettrico sono un’ottima scelta per chi vuole raggiungere spot di pesca ancora più lontani senza alcuna fatica ed in minor tempo.

Monoposto, biposto o gonfiabile: quale scegliere

La scelta tra un kayak monoposto, biposto o gonfiabile dipende da come vuoi pescare, con chi, dove e quanto spesso, poiché ogni configurazione offre vantaggi specifici per l’acqua dolce o salata.
I kayak da pesca monoposto sono adatti sia per la pesca in acqua dolce che in mare, in quanto offrono prestazioni elevate in entrambi gli ambienti. In acqua dolce risultano particolarmente pratici per muoversi agilmente negli spazi stretti. In mare, invece, esistono modelli monoposto estremamente performanti, progettati per garantire stabilità e costruiti con materiali resistenti alla salsedine. inoltre un modello monoposto è compatto, si carica da solo ed è perfetto per chi ama la pesca in solitaria.
I kayak da pesca biposto sono ideali sia per l’impiego in acqua dolce che salata ed in più consentono di condividere l’esperienza con un partner oppure avere più spazio a disposizione se viaggi da solo. In acqua dolce, un kayak da pesca biposto permette a due pescatori di alternarsi nelle tecniche e nei ruoli, oppure consente a un pescatore di portare con se una grande quantità di attrezzatura. In mare invece, il biposto offre un vantaggio in termini di carico e stabilità: la lunghezza maggiore e la distribuzione del peso su due persone rendono il kayak più stabile e adatto a percorrere tratti più lunghi o a resistere meglio a vento e onde.
I kayak da pesca gonfiabili sono molto pratici in acqua dolce per la facilità di trasporto, montaggio e utilizzo anche in zone con accesso complicato o non attrezzato. Grazie ai suoi materiali di costruzione: multistrato rinforzato e valvole di sicurezza, i gonfiabili possono essere usati anche in mare, preferibilmente lungo la costa o in acque protette come baie e lagune. In questi casi, è fondamentale affiancare l’utilizzo a un’attenta manutenzione e a un equipaggiamento specificamente pensato per resistere alla salsedine.

Kayak a pedali e a motore

Il sistema a pedali rappresenta una delle soluzioni più apprezzate dai pescatori in kayak, sia in acqua dolce che salata. Ti consente di mantenere entrambe le mani libere per poter gestire la canna da pesca, le esche ed il pescato. Nei fiumi o nei laghi, dove spesso ci si trova a dover gestire manovre precise in spazi stretti, il pedale è una garanzia di controllo e reattività. In mare, invece, permette di affrontare onde e corrente con meno sforzo, offrendo una spinta costante. Inoltre sia in acqua dolce che salata il movimento della propulsione a pedali è silenzioso e non spaventa i pesci.
Il motore elettrico invece permette di coprire lunghe distanze, esplorare baie o zone poco accessibili, mantenere la posizione anche in presenza di vento o corrente oppure semplicemente tornare a riva senza complicazioni se il vento cambia. Naturalmente, l’uso di un motore elettrico richiede batterie adeguate e una maggiore attenzione alla manutenzione, soprattutto dopo l’utilizzo in acqua salata.

L’allestimento del kayak da pesca

Ogni kayak da pesca va configurato con intelligenza. non serve riempirlo all’inverosimile, ma serve renderlo funzionale. Per la configurazione dell’equipaggiamento si deve tenere conto dell’ambiente di utilizzo.

Allestimento per acqua salata
In mare, l’allestimento deve essere molto più robusto e orientato alla resistenza. I portacamne devono reggere sollecitazioni forti, i contenitori stagni ben fissati, l’ecoscandaglio deve avere un trasduttore protetto e uno schermo visibile in pieno sole. È fondamentale l’uso di materiali anticorrosione: ogni accessorio metallico deve essere in acciaio inox marino, anodizzato o trattato con grasso protettivo. È fortemente consigliata anche l’installazione di un’ancora più pesante, magari a rampino o a pinza, adatta a fondali sabbiosi o rocciosi. Chi usa un motore elettrico dovrà prevedere un alloggiamento sicuro per la batteria, protetto da urti e salsedine. Inoltre è utile disporre di accessori modulari come tavoli da lavoro pieghevoli, supporti per videocamere o fari a LED per uscite all’alba o in notturna. Ogni parte del setup deve essere pensata per esistere a urti, umidità e salsedine, garantendo al tempo stesso praticità e accesso immediato a ogni strumento.

Allestimento per acqua dolce
In acqua dolce si può puntare ad un allestimento più snello. Portacanne regolabili, un ecoscandaglio compatto, contenitori stagni per la miniatura e gli strumenti devono essere compatti ma ben organizzati. La presenza di un piccolo ancoraggio o di un sistema di ormeggio a rilascio laterale può rilevarsi molto utile per rimanere in posizione nei tratti di corrente.
I kayak da pesca per acqua dolce spesso permettono un allestimento più agile e personalizzato, con minori vincoli tecnici.

Prendersi cura del kayak dopo ogni uscita

La manutenzione è essenziale per preservare le prestazioni e la durata del kayak da pesca.
Dopo un’uscita in mare la manutenzione deve essere molto accurata poiché la salsedine è molto corrosiva e può danneggiare velocemente viti, accessori, e meccanismi di regolazione. Per contrastare questo fenomeno è indispensabile sciacquare con abbondante acqua dolce ogni parte del kayak. Dopodiché occorre asciugarlo per bene ed applicare grasso marino o spray protettivi su tutte le parti metalliche e di regolazione. Riporre il kayak in luogo asciutto e protetto da raggi UV, se è possibile sorreggi il kayak con delle cinghie e coprilo con apposito telo per proteggerlo dall’umidità, polvere ed eventuali raggi UV.
Dopo una giornata in acqua dolce, è sufficiente un risciacquo con acqua pulita per eliminare eventuali detriti o fango. Il kayak va poi asciugato accuratamente, soprattutto nelle giunture e nelle zone soggette a ristagni. È buona norma controllare periodicamente le viti e i componenti mobili, lubrificando all’occorrenza le parti metalliche. Riporre il kayak in luogo asciutto e protetto da raggi solari, se è possibile sorreggi il kayak con delle cinghie e coprilo con un apposito telo per proteggerlo da umidità, polvere ed eventuali raggi UV.

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